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IL RITORNO – parte terza
Io sono più che altro un pilota da tangenziale milanese, media 35 km/h. Da ragazzo ero di certo più stupidamente spavaldo, almeno finchè una entità superiore mi ha ripescato su da un argine lungo Po. Il traffico di Milano e hinterland ha il vantaggio di essere molto istruttivo. Per sopravvivere alla bolgia quotidiana del girone dei milanesi si sviluppano sorprendenti capacità previsionali e di analisi del dettaglio apparentemente non annoverabili tra le capacità umane.
Tutti nel gruppo dei drivers di GTExD arriviamo dalla megalopoli, e questa skill sarà fondamentale per ognuno di noi nel riportare a casa i nostri ferri senza fare il morto, o meglio il MORTOCICLISTA.
Quando un altoparlante riciclato dal ghetto di Roma gracchia “herren und damen, pistem ist geoffnet” (più o meno) ancora non sappiamo cosa ci attenderà in pista o, meglio, dovremmo saperlo vista la migrazione di Ducatoni Triumph e supergiapponesi con targa gialla e motore a birra, cavalcate da centauri albionici pazzi furiosi, cresciuti a pane e Tourist Trophy.
Siamo troppo affascinati dalle signore che una dopo l'altra fanno sentire la loro musica, una sfilata che mozza il fiato agli appassionati di auto come noi. Pensate ad una macchina, quella che volete.
Sicuramente c'era.
Oppure c'era ieri.
Allora ci sarà domani....
Il Mostro verde però è giusto, severo ma giusto.
Già dal primissimo giro che percorsi tempo fa capii che la sfida non è con il Porsche 911 RSR color albicocca che ogni giro ti sorpassa, ma con te stesso, le tue paure, la tua incoscienza, la tua spavalderia, il tuo coraggio, solo dopo con le tue capacità di pilota.
E allora scopri che sei uguale all'estone con la Dodge Viper, al meglio della topa che lo accompagna. Arrivato in fondo ti sei divertito allo stesso modo, hai proseguito la tua sfida, godi come un mandrillo perchè hai rubato ancora qualche metro, qua e là, sui punti di frenata, eiaculi ripensando alla M3 che hai innervosito mostrandogli nello specchietto la sagoma del tuo ferraccio al Karrussell.
Per questo amo portare la mia fida Focus Stascionuegon TD nella foresta dell'Eifel. La conosco bene, mi porta a spasso ogni giorno, ci fidiamo l'uno dell'altra e per questo possiamo permetterci di maltrattarci a vicenda senza portare rancore.
La Swift presa a noleggio ha l'assicurazione, le slick, la gabbia, i sedili race, tanti somarelli che tirano un carretto leggero, ma è puro meretricio.
Ti alletta con il suo sguardo ammiccante, ti eccita con il suo rombo da auto da corsa, si fa possedere anche contro natura, ma quando cominci a prenderci gusto e a capire cosa piace a lei......puff, la devi riportare indietro.
Così con tutta la famiglia a bordo, mentre Ste comincia a scaldare le gomme della Suzuki, si parte per il primo giro, io alla guida, Cristian al mio fianco ben saldo sul suo seggiolino, dietro Ivan e Patty, la mia compagna. Ci infiliamo nel serpentone di supercavallate e ci avviamo verso la fatidica sbarra. A poche macchine di distanza ci siamo tutti, Zio-I e Cecco con un'altra Swift e Fastbelt con la sua fida Punto, un vero gioiello.
Sul breve tratto di marciapiede che precede l'ingresso alla pista normalmente stazionano dei personaggi stranissimi. Sono curiosi, di ogni sesso e tutte le età, che sono li a guardare le facce dei pazzi che entrano nell'Inferno Verde. Per loro siamo degli alieni, è imbarazzante essere fotografati da un turista mentre si attende l'apertura del varco. Così come l'anno scorso faccio spegnere il motore ripartendo da fermo in salita. Due donne ci salutano come fossimo i passeggeri del Titanic.
Una scrollatina alle parti molli, un controverso “bip” sul lettore e la sbarra va su.........
Finalmente tutti in pista.
continua..........